Posa pietra d'inciampo: Maurizio Benghiat

La pietra d'inciampo riporta: "Qui abitava Maurizio Benghiat nato nel 1881 arrestato il 13.12.1943 deportato nel 1944 assassinato il 26.02.1944 ad Auschwitz"

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Descrizione

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Nella giornata di lunedì 27 gennaio 2020, in occasione della giornata della memoria, la comunità di Tignale ha ritenuto opportuno posare una pietra d'inciampo in ricordo di una delle  vittime della perversa e disumana ideologia nazi-fascista.
Maurizio Benghiat era un professore ma soprattutto un uomo "colpevole" solamente di essere ebreo e quindi inviso ai due peggiori regimi dittatoriali del XX secolo.
La posa della pietra d'inciampo è avvenuta in via San Pietro alla presenza del Sindaco, delle autorità, del Vice Presidente della Cooperativa Cattolico-Democratica di Cultura Alberto Franchi, degli studenti dell'Istituto Comprensivo di Gargnano sezione  di Tignale e ha visto una sentita partecipazione da parte dei cittadini del paese.

Maurizio Benghiat nasce il 9 gennaio del 1881 a Smirne, oggi Izmir, in Turchia da Giuseppe e Benore Maria. E' arrestato il 31 dicembre 1943 a Tignale(BS) e condotto alla prigione Canton Mombello di Brescia. Dal febbraio 1944 è condotto al Campo Vo' Vecchio (PD). Da questo campo di concentramento per ebrei italiani viene successivamente trasferito a Fossoli (MO), da dove il 22 febbraio parte per Auschwitz con il treno numero 8, lo stesso di Primo Levi e di tanti ebrei italiani.
Arriva al campo di sterminio il 26 febbraio, non risulta immatricolato ad Auschwitz per cui possiamo ritenere che fu condotto alle camere a gas non appena arrivato.
Per conoscere gli ultimi mesi di Maurizio Benghiat ci aiuta la corrispondenza tra il comune di Gardone Riviera e l'organizzazione per i rifugiati. Apprendiamo che soggiornò presso la casa di cura di Villa Gemma di Gardone Riviera fino alla metà di settembre 1943. Dopo la requisizione della struttura da parte delle truppe tedesche, si ritirò alla pensione Hohl sempre a Gardone e successivamente presso l'Ospedale Civile di Salò.
Dagli atti dell'archivio Storico del comune di Tignale risulta che qui giunse il 7 ottobre 1943 e prese alloggio presso l'albergo Gallo fino al giorno del suo arresto ad opera dei carabinieri della stazione di Tremosine. La carta d'identità rilasciata dal comune di Gardone Riviera descriveva Maurizio Benghiat come "benestante": il podestà di Tignale Fruner annotò che era amministratore gerente di una società mineraria in Turchia. Presso la banca Popolare di Salò risultava un deposito a suo nome di 600.000 lire equivalente a poco meno di 200.000 euro di oggi.
Per la ricostruzione della persona di Maurizio Benghiat è decisiva la testimonianza lasciata da Carlo Visintini, un antifascista bresciano, suo compagno di cella a Canton Mombello. Visintini ricorda l'incontro con Maurizio Benghiat avvenuto la mattina del 6 febbraio 1944, quella stessa in cui due suoi amici Astolfo Lunardi ed Ermanno Margheriti, condannati a morte perchè attivi nella Resistenza, vengono prelevati dal carcere e condotti alla fucilazione. Visintini scrive nel 1974, a trent'anni di distanza: "Ero moralmente a terra [per il commiato dagli amici condannati a morte n.d.r.]; fui portato in una cella dove era rinchiuso un uomo anziano, Benghiat, seppi dopo che era ebreo ed era stato profressore alla Sorbona di Parigi. Era una carissima persona piena di tatto e mi fu molto d'aiuto per riprendermi. [...] Con il professor Benghiat restai pochi giorni, fu portato via e più tardi seppi che era stato portato a Carpi".
Solo due giorni rimasero insieme Maurizio Benghiat e Carlo Visintini, ma fu un tempo sufficiente per lasciare un ricordo indelebile. Anche noi facciamo nostri i ricordi del suo compagno di cella e non possiamo che compiangere Maurizio Benghiat per la fine brutale a cui fu condannato e denunciare la violenza di un regime che condusse alla morte persone solo perchè considerate diverse e quindi indegne di vivere.Biografia a cura degli alunni della classe 3E
della Scuola secondaria di primo grado di Tignale 

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